Una nerd… in Francia! Parte uno: Atterraggio (Italian Version)

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Sappiate che le traduzioni dei post verranno fatte totalmente a caso e non saranno per nulla precise… (mi scuso anche per eventuali errori di consecutio, sintassi o grammatica).
Detto questo, mi accingo a farvi un “previously on” di ciò che è acccaduto sin ora, dal mio letto in hotel in Montpellier.
Vorrei parlarvi di tanti argomenti scottanti, come il ritorno delle Gilmore Girls o le paturnie sul nuovo Star Wars, ma, ahimé, dobbiamo concentrarci sull’attualità personale, che riguarda in questo caso il mio trasloco in Francia.
Come molti di voi sapranno, siamo appena arrivati, per rimanerci, a Montpellier, per ragioni di lavoro. Di fatto, siamo arrivati ieri! 

Ci è stata fatta un’offerta che non potevamo rifiutare (ehm) da parte dell’azienda per cui lavoriamo, ed eccoci qui. Non abbiamo idea di quanto tempo staremo e la prendiamo come una nuova esperienza e una possibilità di imparare la lingua del nemico (non pensiate che io sia una grande fan dei transalpini, spero che la permanenza qui serva a farmi ricredere di anni e anni trascorsi a non essere proprio amabile nei loro confronti….).
Dopo aver accettato l’offerta, sono trascorsi due mesi circa di preparazione, ansia, stress e gestioni varie, come le persone che hanno subito molti traslochi ben sapranno..
Durante la settimana passata a cercare appartamento nella zona, abbiamo potuto effettuare qualche prima osservazione:

– Il processo per ottenere un appartamento in affitto è esattamente così orribile come letto su Internec. È necessario fornire un dossier con moltissime informazioni relative a soldi, banche, lavoro, volte in cui si è andati al bagno, etc.

– La leggenda dei francesi come gente non proprio pulita viene rinforzata da un paio di osservazioni effettuate al super. A parte la questione – sempre di grande attualità – del bidet, è verissimo che non esistono confezioni economiche per gel doccia e simili, e che il deodorante (e l’ammorbidente)
costa come 4 pepite d’oro del Klondike di Zio Paperone. L’unica spiegazione possibile è che in Francia stiano molto attenti all’ambiente, ma IMG-20151028-WA0006n
on è del tutto convincente. Prometto foto sul tema igienico al più presto.

– La prima cosa da fare qui è aprire un conto in banca, o non sei nessuno. Non importa che ci troviamo in europa e che ormai quasi tutte le banche non fanno pagare per bonifici et similia, ho dovuto aprire un conto in banca o non avrei avuto appartamento. Ringrazio la gentile signora pazza del Société Générale che mi ha preso in simpatia e mi ha aiutata. Attenzione attenzione, in Francia si usa ancora moltissimo il libretto degli assegni (!!!!!), che anche io ho ricevuto e che mi fa sentire una sciura degli anni Ottanta. In questo non ho visto un grande miglioramento rispetto alla Spagna, anzi…

– Il francese. Al momento so dire solo quattro parole in croce, e considerando questo, la nostra spiegazione è un successo completo, dal momento che abbiamo potuto ottenere, non so bene come, un appartamento e un conto corrente. Sarà perchè siamo in una città universitaria, l’ambiente è abbastanza accogliente e la gente si sforza a farsi capire in qualche modo. Un punto per i francesi del sud!

Qui finisce il “preDSC_0436viously on…”.. Oggi firmeremo il contratto di affitto dell’appartamento e domani monteremo i mobili (che spero arrivino intatti!). Il viaggio di nove ore in macchina con due esseri umani e due gatti è andato incredibilmente bene. Zoro e Bolita non hanno fatto neanche una piega (grazie anche alla droga che abbiamo dato loro, immagino) e sono stati zitti e buoni durante l’80% del viaggio (il restante 20% è trascorso con momenti “Prison Break”, grazie cinture di sicurezza!)

A presto per ulteriori informazioni sul paese in cui ci stiamo infiltrando, al momento con successo…

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